| Cosa si scopre interessandosi sempre più di una materia? Che esiste anche un Festival della Matematica di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza;ma a questo punto mi sorge una domanda:Come mai nessuno parla di queste manifestazion i matematiche ma di Festival della musica,del cinema ecc…si? Presentazione dell’edizione 2009 |
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“Agli abitanti dello SPAZIO IN GENERALE è dedicata quest’opera da un umile nativo della Flatlandia nella speranza che, come egli fu iniziato ai misteri delle TRE dimensioni avendone sino allora conosciute SOLTANTO DUE, così anche i cittadini di quella regione celeste possano aspirare sempre più in alto ai segreti delle QUATTRO, CINQUE O ADDIRITTURA SEI dimensioni, in tal modo contribuendo all’arricchimento dell’IMMAGINAZIONEe al possibile sviluppo della MODESTIA, qualità rarissima ed eccellente fra le razze superiori dell’UMANITÀ SOLIDA” Flatlandia, Edwin A. Abbott, 1882 Roma caput mundi mathematicae. Ma, siccome la matematica è transnazionale, la prima sessione del Festival 2009 si terrà a New York, dove, all’Istituto Italiano di Cultura e alla prestigiosa Italian Academy alla Columbia University, per due giorni, il 10 e l’11 marzo, si parlerà il linguaggio matematico, in tutta la sua verità e bellezza. Sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, la manifestazione, promossa dalla Provincia Roma, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, con la direzione scientifica di Piergiorgio Odifreddi, si svolgerà a New York il 10 e 11 marzo, a Roma dal 19 al 22 marzo. La sessione di New York è stata organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. Salvare il mondo con i numeri è il fil rouge dei due appuntamenti: a New York il premio Nobel per l’economia Daniel Kanheman ci parlerà del ragionamento statistico, il re dei frattali Benoit Mandelbrot del disordine dei mercati, con il premio Nobel per l’economia John Nash e il grande matematico Harold Kuhn ricostruiremo le origini della teoria dei giochi, che coincide con una parte significativa della loro vita, il premio Nobel per la fisica Shelly Glashow aprirà la sessione con un’affascinante lezione sull’irragionevole efficacia della matematica, infine le affascinanti suggestioni di Brian Greene con l’eleganza dell’universo matematico. Alla seconda sessione del Festival a Roma l’eccellenza del pensiero scientifico filosofico ci condurrà nel meraviglioso mondo della creazioni matematiche: le medaglie Fields per la matematica Edward Witten, Timothy Gowers, Vaughan Jones, il premio Nobel per la fisica Arno Penzias, il grande fisico italiano Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, i premi Nobel per la chimica Roald Hoffmann e Richard Ernst, i premi Nobel per l’economia Robert Mundell, John Nash e Thomas Schelling, lo scrittore Paolo Giordano Premio Strega 2008 presentati da autorevoli scrittori, filosofi e giornalisti scientifici italiani come Gabriele Beccaria, Marco Cattaneo, Riccardo Chiaberge, Giulio Giorello, Armando Massarenti, Claudio Procesi. Alcuni anni or sono un filosofo tedesco, Hans Jonas, intitolò un suo breve saggio Dio è un matematico? Se non si è né filosofi né tedeschi si può spostare la domanda a un livello più elementare: il mondo è matematico? Ovvero, detto in maniera ancora più terra terra, per evitare che alla parola “mondo” si attribuisca un senso troppo profondo: le cose che ci circondano e di cui abbiamo esperienza diretta hanno qualcosa a che vedere con la Matematica? come mai la Matematica si dimostra così utile per formulare le leggi della natura? in altri termini, che cosa ha a che fare il linguaggio simbolico di una disciplina che viene spesso percepita come astrusa, arbitraria, lontana dalla natura, con la descrizione di fenomeni disparati quali la caduta delle mele, il movimento degli astri, la divisione cellulare, la dinamica delle popolazioni, l’interazione tra specie in un ecosistema? Anche la matematica ricreativa e’ una faccenda estremamente seria. Mentre per la fisica, la chimica o la biologia lo iato che divide le ricerche dei professionisti dai baloccamenti dei dilettanti appare (tranne rarissime eccezioni) netto e incolmabile, cosi’ non e’ per la matematica. Il grande Archimede, nello Stomachion, si diverti’ a studiare un rompicapo simile a quello oggi diffuso con il nome di tangram, ma costituito da ben 14 pezzi di forma diversa, cercando (probabilmente) di descriverne le proprieta’ combinatoriche; Pierre de Fermat, magistrato e uomo politico, si dedico’ alla matematica solo nei ritagli di tempo, come abilissimo amateur. Va infine ricordato che non pochi tra i matematici (e i fisici) delle ultime generazioni hanno avuto la prima rivelazione delle bellezze segrete dell’algebra o della geometria non gia’ sui libri di testo ma leggendo avidamente i problemi che Martin Gardner presentava con insuperata maestria nella rubrica «Giochi matematici» della rivista Scientific American. Successore di Gardner in questa stessa rubrica (dopo l’interregno di Douglas Hofstadter), fra i protagonisti del festival, Ian Stewart, il prolifico divulgatore e anche autore di apprezzate ricerche sui sistemi dinamici, che si e’ dimostrato capace di unire la precisione e la sottigliezza del ragionamento a una non comune vivacita’ espositiva, condita da un gusto tipicamente britannico per il pun. Anche a considerare solo gli ultimi cento anni, sarebbe arduo compilare un catalogo esaustivo dei manuali di bridge scritti da matematici di valore (ad esempio, Emile Borel), delle analisi sui metodi più efficaci per mescolare un mazzo di carte, degli studi sugli scacchi o sul go, delle invenzioni puramente ludiche che hanno in seguito innescato austere ricerche accademiche. Al bridge sarà dedicata una alla sessione del festival, con la conferenza di Peter Winkler sul rapporto fra matematica e bridge e la partita-esibizione organizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Gioco Bridge. Protagonisti anche i giochi matematici. Il campionato di brain trainer organizzato da Focus è una sfida a base di sorprendenti giochi di logica e matematica. Per mettersi in gioco, sfidare i segreti del sudoku, dell’enigmistica e di altri sorprendenti giochi di logica e matematica basta partecipate a questo training mentale al termine del quale non verrà eletto un mister muscolo ma per una volta un mister cervello. Anche gli incontri con Federico Peiretti e Giovanni Filocamo consentono di passare da una matematica del calcolo a una matematica del ragionamento, attraverso il gioco. Scopriremo che il matematico non è quello che il povero studente e l’uomo comune vede, lontano dai suoi interessi personali, perso fra le nuvole, come già lo aveva presentato Jonathan Swift, nei suoi Viaggi di Gulliver, che collocò i matematici su Laputa, un’isola volante, è immaginò che ci fosse sempre una squadra di flagellatori pronti a percuoterli delicatamente sugli occhi o sulle orecchie, con una piccola verga, in cima alla quale è legata una vescica piena di piselli secchi, per riportarli alla realtà. Inoltre exhibit, giochi da tavolo, esperimenti, puzzle, giochi di magia, enigmistica. Omaggio a Oscar Reutersvard, l’artista svedese padre delle “figure impossibili” con la mostra Figure impossibili allo spazio Auditorium Arte e la lectio magistralis di Bruno D’Amore, il matematico italiano che ha posto al centro del proprio lavoro di ricerca la relazione fra arte e matematica. L’artista svedese insegue la purezza della figura essenziale, tutta geometrica, pulita, nella convinzione che il bello estetico della sua operazione consiste nella “figura impossibile” in sé, non nella magia. Cuore delle mostre interattive che animeranno il foyer dell’Auditorium Perspectiva Artificialis, le macchine matematiche. Sembrano essere marchingegni leonardeschi o pezzi da museo, invece sono strumenti vivi, “fatti in casa” da insegnanti per il piacere di raccontare la matematica, la sua storia, il suo mistero. Un Dylan Dog in versione algebrica nel fumetto matematico per eccellenza Tre per zero: in mostra le meravigliose tavole con la sceneggiatura di Tiziano Sclavi e i disegni di Bruno Brindisi, con la consueta atmosfera profondamente onirica, apparentemente priva di senso eppure con una sua logica interna, in cui elementi drammatici assumono naturalmente una veste ironica. Tra gli altri exhibit: Sfere, bolle, palle, globi, a cura di ForMATH Project, un percorso per scoprire la matematica nei fenomeni naturali, nell’arte e nella quotidianità; Il meccano – la misura del tempo a cura di GAMM, una ventina di esemplari di orologi realizzati con i pezzi del mitico gioco di costruzioni; torna il Matefitness, la palestra della matematica, il divertente laboratorio interattivo alla scoperta della matematica senza numeri; Composizione logica a cura di Mauro Gazzelloni e Stella di stelle di Giorgio Jano. Nella serata conclusiva del Festival, per la prima volta, sarà assegnato il Premio Grinzane Scienza Festival della Matematica a una prestigiosa personalità internazionale. Ufficio stampa Festival della matematica – Emanuela Minnai |
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